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Massofisioterapista : cui prodest ?

Gentile direttore, la risposta al quesito è facile: basta leggere l’”approfondimento” pubblicato da QS la scorsa settimana. Fabrizio Fornari firma un pezzo del quale, più di ogni argomentazione, colpisce (e spiega) più di tutto proprio la qualifica dell’estensore: “Presidente Istituto Enrico Fermi”.

Cercherò di essere, in queste poche righe, poco “politicamente corretto” e spero che non me ne vogliate ma, ogni tanto, ci vuole. Eh si, perché la domanda iniziale (a chi giova?) è doveroso porsela.
A chi giova mantenere in vita l’“operatore di interesse sanitario” Massofisioterapista, nonostante le attività che una volta gli erano assegnate siano completamente transitate –così come per il Terapista della Riabilitazione e per tutti i titoli della formazione pregressa- nel Fisioterapista?
Giova certamente ai soggetti che gestiscono corsi a pagamento, per formare figure sprovviste di preparazione universitaria e le cui mansioni non sono, nella migliore delle ipotesi, definite.

Non giova all’Utente, perché i bisogni che un tempo erano soddisfatti dalla figura del Massofisioterapista sono completamente presi in carico dal Fisioterapista, con formazione universitaria e con i livelli di autonomia e responsabilità richiesti dalla Legge.
Ma di cosa sia importante per l’Utente forse non pare importare a molti.
La sentenza della giustizia amministrativa citata da Fornari si occupa di ciò che è “legittimo”, non di ciò che è “giusto”.
E infatti di altro indirizzo sono, quando si parla di esercizio della fisioterapia, le sentenze della giustizia civile e penale, che badano invece ai diritti fondamentali della Persona, prestandosi meno a sostenere nella forma cose che, nella sostanza, sono insostenibili.

 

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( fonte Quotidianosanità.it ) 

 

 

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